Il decreto del 1824 contro i Liberi Muratori a Modena
C'è un documento che racconta molto della storia italiana dell'Ottocento. Un testo breve ma denso di significato, che getta luce su un'epoca di tensioni politiche, paure sociali e repressione.
Parliamo del decreto emanato nel 1824 da Francesco IV, Duca di Modena, contro la setta dei Liberi Muratori. Un editto che oggi possiamo leggere grazie a Digital Index Editore, che lo ha ripubblicato con un'introduzione preziosa di Giorgio Montecchi.
Francesco IV d'Austria-Este governava su Modena, Reggio e Mirandola. Era un sovrano assoluto, legato agli Asburgo, profondamente conservatore. Per lui, come per molti regnanti dell'epoca, la Massoneria rappresentava una minaccia esistenziale all'ordine costituito.
Ma perché tanto timore? Le logge massoniche erano luoghi dove si discuteva di idee nuove. Libertà, uguaglianza, fratellanza: concetti che risuonavano pericolosamente dopo la Rivoluzione francese. In quegli ambienti circolavano intellettuali, professionisti, nobili progressisti. Persone che mettevano in discussione il potere assoluto dei sovrani.
Il decreto del 1824 non lascia spazio a interpretazioni. Francesco IV definisce la Massoneria una "setta perniciosa", accusandola di minare i fondamenti della religione e dello Stato. Le pene previste sono severe: confisca dei beni, esilio, persino la morte per i casi più gravi.
Leggere questo documento oggi fa uno strano effetto. Da un lato, ci sembra incredibile che si potesse perseguitare qualcuno per le sue idee o per la sua appartenenza a un'associazione culturale. Dall'altro, ci ricorda quanto sia recente la conquista delle libertà che diamo per scontate.
Giorgio Montecchi, nell'introduzione, contestualizza perfettamente il decreto. Montecchi è stato Presidente dell'Istituto di Storia del Risorgimento di Modena e professore ordinario di Bibliografia all'Università Statale di Milano. La sua analisi aiuta a comprendere le dinamiche politiche dell'epoca.
Il 1824 è un anno particolare. La Restaurazione è in pieno corso. I sovrani europei, riuniti nel Congresso di Vienna, hanno ridisegnato la mappa politica del continente cercando di cancellare l'eredità napoleonica. Ma le idee liberali continuano a circolare, alimentando cospirazione e rivolte.
Francesco IV sa che il suo ducato è fragile. Modena è piccola, incastrata tra potenze più grandi. Il malcontento serpeggia tra la popolazione. I carbonari organizzano società segrete. I massoni si riuniscono in logge clandestine. Per il duca, reprimere queste organizzazioni diventa una questione di sopravvivenza politica.
Il decreto riflette anche le tensioni tra Stato e Chiesa. La Massoneria era stata condannata più volte dal papato. Francesco IV, sovrano cattolico, si allinea a questa posizione. Nel testo del decreto, gli argomenti religiosi si mescolano a quelli politici: i massoni sono accusati di essere nemici di Dio e del trono.
Interessante notare come il documento utilizzi un linguaggio giuridico preciso. Non si tratta di una semplice invettiva. È un atto legislativo formale, con articoli numerati, procedure definite e pene graduate. Questo ci dice molto sulla burocrazia degli stati preunitari.
La pubblicazione di Digital Index include il testo integrale del decreto, riprodotto fedelmente. Per gli studiosi di storia del Risorgimento, è una fonte primaria di grande valore. Ma anche per il lettore curioso, rappresenta una finestra su un mondo ormai scomparso.
Sfogliare queste pagine significa immergersi nell'atmosfera di un'epoca. Si percepisce la paura del sovrano, la determinazione dei massoni, la tensione di una società in trasformazione. Il Risorgimento italiano stava germogliando proprio in quegli anni, anche se la maggior parte dei contemporanei non poteva ancora immaginarlo.
Francesco IV credeva di poter fermare la storia con decreti e condanne. Si sbagliava. Pochi decenni dopo, il suo ducato sarebbe stato spazzato via dall'unificazione italiana. Le idee che cercava di reprimere avrebbero trionfato.
Questo rende il decreto del 1824 ancora più significativo. Non è solo un documento storico. È la testimonianza di una battaglia persa in partenza, il tentativo disperato di un ordine morente di resistere al cambiamento.
Montecchi, nella sua introduzione, sottolinea anche il ruolo della Massoneria nel Risorgimento. Molti patrioti erano massoni. Nelle logge si discuteva di unità nazionale, di costituzioni, di diritti civili. La persecuzione non fece che rafforzare questi legami.
Il volume pubblicato da Digital Index si inserisce in un progetto più ampio di recupero e valorizzazione di documenti storici legati al territorio modenese. È un lavoro prezioso, che rende accessibili fonti altrimenti difficili da consultare.
Per chi studia storia, per chi è appassionato di Risorgimento, per chi vuole capire meglio le radici dell'Italia contemporanea, questo piccolo libro rappresenta una lettura illuminante. Ci ricorda che le libertà di cui godiamo sono state conquistate faticosamente, spesso contro l'opposizione feroce del potere costituito.
Il decreto di Francesco IV contro i Liberi Muratori è un monumento involontario alla forza delle idee. Pensava di sopprimerle, ma le ha rese immortali.
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Il decreto del 1824 contro i Liberi Muratori a Modena